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Kung Fu, un'arte marziale per tutti: guida pratica!

  • Immagine del redattore: Dario - Shi Long Yi
    Dario - Shi Long Yi
  • 3 feb
  • Tempo di lettura: 9 min
praticante monaco shaolin che guarda il tempio in cima a una scalinata

Prima di Iniziare


Questa non è una di quelle pagine da scorrere velocemente in pochi secondi. Non troverai promesse facili, scorciatoie o risposte preconfezionate.

Questa è una guida pratica, pensata per essere letta con attenzione e compresa con calma. Ogni paragrafo è un passo, ogni concetto un invito a fermarsi, riflettere e osservare.


Se stai cercando un semplice articolo informativo, forse non è questo il posto giusto. Se invece senti il desiderio di capire davvero cos’è il Kung Fu, cosa significa praticarlo e cosa può diventare nella vita di una persona, allora sei nel luogo corretto.


Prenditi il tempo necessario. La Via non ama la fretta.



Per ogni Età, per ogni Fisico


Quante volte abbiamo limitato le nostre scelte in base a canoni puramente sociali? «Sono troppo vecchio», «Peso troppo», «Non sono abbastanza muscoloso», «L’agilità non è il mio forte», «Il mio corpo non è abbastanza elastico»…

Insomma, la classica sfilza di paure – o di scuse – che non ci permette di metterci davvero alla prova. Ma proprio qui sta il punto: il primo passo per entrare in un luogo dove si pratica Kung Fu è sfidare sé stessi e i propri limiti, che siano l’età, il peso o qualsiasi altra convinzione radicata.


Siete arrivati fin qui? Avete già affrontato la prima sfida, complimenti.


Perché da oggi, lungo la Via del Kung Fu, non accadrà altro che questo: avanzare, scoprire i propri limiti e imparare a conoscerli. Con una differenza fondamentale rispetto al passato: questa volta non sarete soli, ma accompagnati dagli insegnamenti del Maestro.



Il Kung Fu non è uno Sport, è un Percorso

praticante di kung fu fra agonismo e via tradizionale

Partiamo subito chiarendo un aspetto fondamentale: qui si suda, qui si studia, qui servono anni. Il Kung Fu non è uno sport e non offre ricette pronte. Lungo la Via non esistono sentieri brevi: chi la abbandona in cerca di scorciatoie spesso si ritrova al punto di partenza, o anche più indietro.

Lo sport, inteso nel suo significato più comune, prepara alla competizione, alle gare, al raggiungimento di un risultato con l’obiettivo di vincere. L’arte marziale, invece, è diversa: include un percorso morale, richiede disciplina, continuità e la disponibilità a camminare su un sentiero lungo.

Un sentiero che non conduce a una meta finale, ma che insegna a vivere e comprendere il percorso stesso, passo dopo passo.



Cosa si allena davvero nel Kung Fu?


Spesso, nelle pubblicità dei corsi di arti marziali, viene proposta una triade ben definita di abilità: forza, agilità, tecnica. Ma questa è solo la punta dell’iceberg.

Se ci immergiamo davvero nella pratica del Kung Fu, scopriamo che il lavoro è molto più profondo. Intraprendendo questa Via è possibile:


  • Sviluppare una postura corretta e funzionale.

  • Comprendere cosa significa respirare consapevolmente, armonizzando respiro e movimento.

  • Aumentare la capacità di attenzione e di memoria.

  • Imparare a vivere il momento presente attraverso la presenza nella pratica.


Naturalmente, lungo il percorso si impara anche a difendersi e a combattere. Ma ciò che rende il Kung Fu un’arte marziale completa è proprio questo lavoro sottile, spesso invisibile, che accompagna e sostiene ogni gesto.


Il ruolo del Maestro: guida, non giudice!


Spesso il freno più grande che ci impedisce di dire “voglio iniziare” è la paura di essere giudicati e di confermare i nostri timori: non sono portato, non ho l’età giusta, non ho il fisico adatto.

Nel mondo del Kung Fu, il ruolo del Maestro è centrale non perché sia una figura da idolatrare, ma perché rappresenta uno specchio della Via. Attraverso anni di studio e un metodo solido, il Maestro è in grado di accompagnare ogni praticante facendo emergere il meglio di sé, sia sul piano interno – carattere, disciplina, equilibrio – sia su quello esterno: forza, forma fisica, elasticità, agilità, ecc...

Un buon Maestro non forza il corpo a seguire la Via, ma adatta la Via al corpo della persona - anche quando sono presenti limiti evidenti -, per far sì che il praticante possa affrontare i propri limiti e imparare a superarli gradualmente. Ed è proprio in questo adattamento che il Kung Fu diventa davvero un’arte marziale per tutti.


Da dove si inizia: il primo Allenamento in un corso di Kung Fu

praticante kung fu al primo giorno di allenamento fra tradizionalità e modernità

L’ansia da prestazione è una compagna fedele con cui, prima o poi, tutti ci ritroviamo a fare i conti. Sapere però cosa aspettarsi dalla prima lezione di Kung Fu può aiutarci ad affrontarla con maggiore serenità.

Ogni scuola e ogni Maestro applicano un proprio metodo di insegnamento, ma il primo passo rimane sempre lo stesso: affidarsi e imparare ad ascoltare.


In una classica lezione di Kung Fu non dobbiamo aspettarci sorprese improvvise, bensì una routine chiara e strutturata, che può includere:

  • Riscaldamento.

  • Stretching.

  • Esercizi fondamentali (Ji Ben Gong, nel caso dello Shaolin).

  • Studio delle Forme (Taolu).

A questa base solida possono alternarsi, nel tempo:

  • Studio delle applicazioni delle forme (come i movimenti vengono utilizzati in una situazione reale di difesa o combattimento).

  • Esercizi di potenziamento.

  • Lavoro di condizionamento fisico.


Di particolare importanza è anche l’insegnamento teorico, dove risiede il cuore della Via: è qui che ciò che viene svolto durante l’allenamento acquista un significato più profondo.

E cosa non dobbiamo aspettarci alle prime lezioni? Di essere “carne da macello”: gettati sul tatami a provare tecniche o combattimenti che un principiante non è ancora in grado di gestire.

Il percorso è graduale. La difficoltà degli esercizi cresce insieme alla preparazione, nel rispetto dei tempi e delle capacità di ogni praticante.


Il corpo cambia con la Pratica (non prima)


Superato il primo limite e affrontate le prime lezioni, dopo qualche settimana – o nei primi mesi – può emergere una sensazione comune: quella di non crescere, di non vedere risultati. È del tutto normale.

Noi occidentali non siamo famosi per la pazienza, e la ricerca di risultati rapidi spesso ci rende ciechi di fronte ai piccoli progressi conquistati lezione dopo lezione. Progressi come riuscire a mantenere i piedi paralleli nella “semplice” posizione di Ma Bu, o accorgersi che stiamo iniziando a respirare correttamente durante l’esecuzione degli esercizi.


La forza arriva gradualmente.

L’elasticità cresce lentamente.

La coordinazione, inizialmente un’avversaria ostinata, diventa col tempo una preziosa alleata.


Ed è proprio qui che il Kung Fu rivela la sua natura più autentica.

In sintesi: non devi cambiare tu per fare Kung Fu. È il Kung Fu che cambia te, con il tempo e con la pratica costante.



Kung Fu per adulti, per ragazzi, per praticanti maturi


È fondamentale chiarire fin da subito un aspetto: il Kung Fu non è esclusiva di una specifica fascia di età. Spesso si pensa, erroneamente, che essendo un’arte in cui l’abilità fisica gioca un ruolo importante, il Kung Fu sia una disciplina rivolta soprattutto ai giovani.

In realtà, proprio grazie all’enorme varietà di esercizi, metodi e forme, il Kung Fu è una pratica adattabile a ogni fase della vita. Se volessimo individuare un range, potremmo tranquillamente dire: dai 2 ai 100 anni.

Ed è proprio osservando le peculiarità di ogni età che questa arte marziale rivela tutta la sua profondità:


  • Dai 2 ai 6 anni - Il lavoro è orientato allo sviluppo delle prime abilità motorie e cognitive: coordinare comando ed esercizio, migliorare la coordinazione fisica di base e aumentare gradualmente la soglia di attenzione, sempre attraverso il gioco e il movimento.


  • Dai 6 ai 12 anni - Il lavoro marziale diventa uno strumento educativo. Il bambino viene accompagnato nello sviluppo di valori morali fondamentali, imparando a mettersi in gioco e ad affrontare le proprie paure.

    L’ambiente di allenamento si trasforma in un luogo sicuro, con punti di riferimento sani e stabili: il gruppo, i compagni e il Maestro.


  • Dai 13 ai 25 anni - È una fase cruciale della vita, in cui l’individuo inizia ad assumere un ruolo più definito nella società, spesso senza possedere ancora gli strumenti per affrontarne le difficoltà.

    Il Kung Fu offre direzione, rinforza il carattere e lavora in profondità su disciplina, autocontrollo, modestia e benevolenza. In questa fascia, anche l’esperienza agonistica può diventare un importante banco di prova e di crescita personale.


  • Dai 26 ai 50 anni - Il praticante entra nella Via in modo più consapevole, scoprendo un metodo di lavoro che va oltre il semplice sforzo fisico. La sfida diventa sempre più interiore: con sé stessi, con i propri limiti, con le responsabilità della vita quotidiana.

    Il Kung Fu diventa uno strumento per forgiare corpo e spirito, permettendo di affrontare il mondo esterno in modo più lucido e centrato.


  • Dai 50 ai 100 anni: Entriamo in una fase delicata, in cui le fragilità fisiche emergono e le paure tendono a rafforzarsi. Qui la Via si fa compagna di viaggio.

    Il Kung Fu offre un metodo di mantenimento della salute che mira a prendersi cura del corpo e a rinforzare lo spirito, donando calma, forza interiore ed elasticità, sia fisica che mentale.


In ogni età, il Kung Fu cambia forma ma non perde il suo senso. Ciò che muta non è la Via, ma il modo in cui essa si manifesta attraverso il corpo e l’esperienza di chi la percorre. Ed è proprio questa capacità di adattamento che rende il Kung Fu un’arte marziale praticabile per tutta la vita.



Tradizione e Modernità: un'arte viva

Il Kung Fu unisce il mondo antico al mondo moderno facendoli coesistere e portando valore

Tradizione non significa vecchio, obsoleto o superato. E vale la pena soffermarsi su questo punto, perché è spesso frainteso o addirittura evitato, per timore di essere criticati o di apparire “fuori dal tempo”.

La tradizione, nelle arti marziali così come nella vita, non è un ancoraggio al passato, ma un fondamento. Quante volte, avanzando nel tempo, ci ritroviamo a percepire – con nostalgia e un pizzico di tristezza – di aver perso qualcosa? Un ritmo, un senso di direzione, un rigore che dava forma alle nostre giornate e profondità alle nostre esperienze.

Quel “qualcosa” è spesso proprio la tradizione.

È la domenica in famiglia, dove sappiamo già cosa troveremo a tavola e, al solo pensiero, riaffiorano odori e sapori. È l’aula scolastica, con regole a volte rigide e persino noiose, ma capaci di insegnare rispetto, ordine e responsabilità. Piccoli esempi quotidiani di ciò che chiamiamo tradizione: una struttura che sostiene, non che limita.

Nelle arti marziali, la tradizione significa adottare un metodo antico, rispettarlo e coltivarlo, mettendolo costantemente alla prova nelle sfide del presente. Non si tratta di imitare il passato, ma di trasmetterne i principi, adattandoli al corpo, alla mente e alla vita dell’uomo di oggi.

È in questo contesto che entrano in gioco gli stili di Kung Fu. Stili, forme, esercizi, teorie e metodi di salute non sono gabbie, ma linguaggi attraverso cui l’arte marziale si è tramandata di generazione in generazione. Ogni stile è una risposta diversa alle stesse domande fondamentali: come muoversi, come respirare, come coltivare il corpo, come vivere in equilibrio.

Grazie a questa trasmissione, la morale marziale può diventare un pilastro nella vita quotidiana, così come il rapporto con la Natura smette di essere un concetto astratto e torna a essere un modo di vivere in armonia con ciò che ci circonda.

Il Kung Fu Tradizionale, quando è autentico, non è mai fermo. Cambia con chi lo pratica, si adatta ai tempi, ma non perde mai il contatto con le proprie radici. Ed è proprio per questo che non è un’arte del passato, ma un’arte viva, capace di parlare ancora oggi al corpo, allo spirito e all’essere umano nella sua interezza.



La Via del Kung Fu: allenare il corpo per conoscere se stessi


Siamo quasi giunti alla fine di questa guida e, ora che hai a disposizione elementi più chiari e strutturati per comprendere la Via del Kung Fu, è il momento di essere diretti e profondi.

Abbiamo visto come il Kung Fu non sia soltanto un’arte marziale, ma uno strumento capace di metterci in contatto con il nostro Io più profondo, con lo Spirito, facendo emergere qualità che spesso restano sopite nella vita quotidiana. Questo percorso, però, ha un prezzo. E non è un prezzo economico.


La Via del Kung Fu richiede:


  • Dedizione, nel tempo e nella pratica.

  • Forza di volontà, che viene nutrita e rinforzata proprio dall’allenamento.

  • Disciplina, intesa come capacità di darsi una direzione.

  • Confronto con i propri limiti, fisici e interiori.

  • Confronto con le proprie paure, senza fuggire.

  • Profondo rispetto nei confronti del Maestro e dei compagni di pratica.

  • Affidamento, agli insegnamenti e a chi li trasmette.


Per chi proviene da una cultura occidentale, alcuni di questi aspetti possono apparire lontani, scomodi o persino in contrasto con le abitudini moderne. Eppure, è proprio questo confronto a rendere la Via così preziosa.

Nel mettersi in relazione con qualcosa di diverso da noi, il Kung Fu diventa una fonte di grande ispirazione: allarga lo sguardo, cambia le prospettive e apre possibilità di evoluzione che vanno ben oltre il tatami o la sala di allenamento.

Allenare il corpo, in questo contesto, non è mai un fine. È il mezzo attraverso cui impariamo, lentamente, a conoscere noi stessi.



Il Primo vero Requisito: Iniziare


Dopo aver letto questa guida, una cosa dovrebbe essere ormai chiara: non esiste il momento perfetto per iniziare un corso di Kung Fu. Non esiste il corpo ideale, l’età giusta o la condizione ottimale da raggiungere prima di varcare la soglia di una scuola.

L’unico vero requisito è la disponibilità a fare il primo passo.

Iniziare non significa essere pronti. Significa accettare di non sapere, di non saper fare, di avere limiti. Significa entrare in un luogo di pratica con rispetto, curiosità e la volontà di mettersi in ascolto.

Il Kung Fu non promette scorciatoie, risultati immediati o trasformazioni miracolose. Promette però qualcosa di più raro: un metodo, una Via che, se percorsa con costanza, è in grado di trasformare il corpo, la mente e il modo di stare nel mondo.

Ogni praticante, prima o poi, si è trovato esattamente dove ti trovi ora: davanti a una scelta semplice e allo stesso tempo profonda. Restare fermi, oppure iniziare.


Se hai letto fino a qui, forse la Via ha già iniziato a chiamarti. Il resto non è da capire, ma da vivere.

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